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Enrico Sonzogni

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 Intervista del ministro dell'Interno al Corriere della Sera. «È un dovere civico proteggerli, è un diritto delle istituzioni sapere chi vive a casa nostra»

 Intervista di Fiorenza Sarzanini 28.06.2008 Le critiche? «Moralismo finto e ipocrita». L'Unione europea? «La nostra posizione è in linea con le decisioni prese in sede comunitaria». Rilancia il ministro dell'Interno Roberto Maroni finito sotto attacco per l'ordinanza che impone di prendere le impronte ed effettuare fotosegnalazioni nei confronti dei nomadi, bambini compresi. E ribadisce: «Andremo fino in fondo con il censimento, così come con tutte le altre misure. Sono stato eletto per risolvere il problema della sicurezza e lo farò senza farmi condizionare da polemiche immotivate e infondate». Un portavoce della commissione europea ha detto che l'identificazione attraverso le impronte non si può fare. «Innanzitutto non si tratta di un portavoce. A parlare è stato un qualsiasi funzionario che non aveva nessun titolo per farlo e ha espresso solo un'opinione personale tant'è vero che la commissione europea attraverso il portavoce di Barrot ha dovuto smentire. Avevo incaricato il mio consigliere diplomatico di presentare una protesta formale, però c'è stata la smentita e dunque l'incidente è chiuso». In realtà è stato precisato che la commissione non ha espresso giudizi perché non è consuetudine commentare gli annunci e le opinioni dei ministri degli Stati membri. Scusi ma l'ordinanza non è già operativa? «È in vigore dal 30 maggio scorso. E rispetta, oltre alle leggi italiane, anche le direttive europee». C'è una direttiva che consente i rilievi segnaletici per i minori? «Esiste il regolamento numero 380 del 18 aprile 2008 approvato in sede Gai, dunque dai ministri dell'Interno e della Giustizia europei, che prevede l'obbligo di prendere le impronte digitali a tutti gli extracomunitari a partire dai 6 anni prima del rilascio del permesso di soggiorno». I nomadi non sono cittadini extracomunitari. «Noi non sappiamo chi vive nei campi regolari ne tantomeno in quelli abusivi. Non conosciamo la nazionalità degli occupanti e dunque dobbiamo censirli proprio per sapere se facciano parte dell'Ue o se invece arrivino da altri Paesi». Il portavoce dice che si accerterà la compatibilità delle misure con la legislazione europea, lei è sicuro che ci sarà il via libera? «Eravamo nella stessa situazione quando abbiamo presentato il pacchetto sicurezza, ma poi abbiamo trasmesso gli atti al presidente Barrot e non c'è stato alcun rilievo. Ha ragione Berlusconi quando dice che i commissari europei e ancor di più i loro portavoce dovrebbero informarsi prima di parlare. Adesso si capisce meglio perché l'Irlanda ha votato contro l'Ue». Meglio starne fuori? «Non dico questo, ma certo queste continue voci dal sen fuggite inopportunamente e soprattutto false danno ai cittadini un'immagine dell'Europa di chi complica le cose invece che risolverle. Lunedì affronterò la questione anche con il ministro dell'Interno francese. La Francia sta per assumere la presidenza, esternerò anche a lui la mia posizione: intemperanze verbali e stravaganze non possono essere più tollerate». Anche l'opposizione e le organizzazioni umanitarie sono contrarie. Per lei non conta? «Io voglio porre fine allo sconcio di vedere tanti bambini che vivono in condizioni disumane, l'unico modo per ottenere questo risultato è capire chi sono facendo un censimento delle presenze. Devo sapere la nazionalità, le parentele, la composizione delle famiglie. Soltanto in questo modo posso dare loro un documento e fissare le regole per sapere chi può rimanere e chi invece non ha i requisiti». Però in questo modo si ottengono le impronte e le fotosegnaletiche anche di chi non ha commesso alcun reato. «Abbiamo verificato che nei tribunali e nelle procure minorili chi ha meno di 18 anni e deve essere affidato a un istituto perché è senza famiglia viene sottoposto ai rilievi proprio per ricostruire la sua identità. Esattamente la procedura che stiamo portando avanti noi». Dunque si creerà una sorta di «banca dati preventiva» per cercare gli autori di eventuali delitti. Le pare normale? «Io devo essere in grado di sapere chi c'è in Italia, dove abita, che cosa fa, che cosa farà nei prossimi mesi. Non è un mistero che i bambini sfruttati per compiere reati vengano spostati da una città all'altra proprio per sfuggire ai controlli». Allora perché si arrabbia tanto a sentir parlare di «schedatura»? «Perché questo termine ha un significato negativo e invece il nostro obiettivo, lo ripeto, è tutelare i minori». L'Unicef continua a chiederle provocatoriamente per quale motivo non farlo anche per i minori italiani. «Vorrei ricordare che gli italiani vengono iscritti all'anagrafe appena nati. In questo caso parliamo invece di sconosciuti che vivono in condizioni indecenti. È un dovere civico proteggerli, è un diritto delle istituzioni sapere chi vive a casa nostra». Maroni: «La riforma del Codice delle autonomie pronta entro la fine dell'anno» Lo ha dichiarato il ministro dell'Interno alla prima conferenza programmatica dell'Anci a Roma. Le Province hanno «un ruolo essenziale, quindi per me devono rimanere» «Il testo sarà pronto per essere sottoposto al Consiglio dei ministri per la metà, al massimo per la fine di settembre, come collegato alla finanziaria. Voglio farlo approvare entro fine anno». Lo ha detto il ministro dell'Interno Roberto Maroni nel pomeriggio a Roma alla prima conferenza programmatica dell'Anci. Nel suo intervento Maroni ha manifestato intenzione di portare all'approvazione del Parlamento entro fine anno il codice delle autonomie approvato dal Governo Prodi, apportandogli solo alcune modifiche che riguarderanno, tra le altre, il diritto di voto agli extracomunitari nei comuni, «questo è un principio - ha detto il ministro dell'Interno - che io non condivido». Anche per il capitolo su 'Roma capitale' Maroni ha puntualizzato che sarà compreso in un disegno di legge a parte. Saranno, poi, definiti meglio «i meccanismi di governance delle aree metropolitane. Non intendo sostituire - ha precisato Maroni - i presidenti delle province con i sindaci delle aree metropolitane o i consigli provinciali con quelli delle aree metropolitane». Sul futuro delle Province, Maroni ha ribadito che rivestono «un ruolo essenziale, quindi per me devono rimanere. Se c'è da discutere qualche ruolo, semmai, è quello delle prefetture». Maroni si è detto «altrettanto convinto che gli 8.000 Comuni italiani rappresentino un riferimento istituzionale. Sono contrario al loro accorpamento obbligatorio, il senso di appartenenza alle comunità è un valore che noi dobbiamo sostenere». Per il responsabile del Viminale sarebbe opportuno concedere ai sindaci la possibilità di ripresentarsi come candidati alla guida dei piccoli Comuni anche dopo il secondo mandato. «I sindaci dei piccoli Comuni - ha osservato - sono più che altro dei volontari, che lo fanno sospinti dalla passione. Mi sembra giusto che nei loro confronti sia abolito il vincolo del terzo mandato e che possano quindi rimanere sindaci finchè hanno la spinta civica». Il ministro Maroni ha illustrato a Montecitorio le linee programmatiche del dicastero Censimento nei campi Rom, agenzia per i beni confiscati alla criminalità, accordo con la Libia per il controllo dei flussi migratori, bilancio della Capitale e riforme degli enti locali, sono stati i temi affrontati davanti alla Commissione Affari costituzionali Il ministro dell'Interno Maroni ha illustrato nel pomeriggio le linee programmatiche del suo dicastero nel corso dell’audizione in commissione Affari costituzionali di Montecitorio. Diversi gli argomenti affrontati sui temi della sicurezza e dell’immigrazione. I campi Rom Le Forze dell'ordine andranno nei campi per effettuare il censimento, accompagnate dal personale della Croce Rossa italiana e dai servizi sociali dei comuni, ha riferito il ministro Maroni. «Prenderemo le impronte anche dei minori, in deroga alle attuali norme, proprio per evitare fenomeni come l'accattonaggio. Non sarà certo una schedatura etnica - ha precisato - ma un censimento vero e proprio per garantire a chi ha il diritto di rimanere, di poter vivere in condizioni decenti. E mandare invece a casa chi non ha il diritto di stare in Italia». Solo a Roma, ha riferito il ministro, ci sono «almeno 50 campi dentro il Grande Raccordo Anulare». Flusso migratorio dalla Libia Solo con un intervento diretto dell'Italia la Libia darà attuazione all'accordo siglato a dicembre con il precedente governo per porre un freno alle partenze degli immigrati clandestini dalle coste libiche. «La Libia - ha detto Maroni - chiede che venga realizzato un sistema di controllo degli ingressi alla sua frontiera sud», controlli che possono essere effettuati con un sistema radar e satellitare che già esiste, ma è costoso e la Libia è disposta a pagarne una parte. «Il governo italiano - secondo il ministro - deve dare via libera e contribuire al finanziamento». Maroni ha poi ricordato che venerdì il premier Berlusconi incontrerà Gheddafi proprio per affrontare la questione. Procedure per l’iscrizione anagrafica In uno dei tre decreti legislativi del pacchetto sicurezza è prevista l'attuazione della direttiva Ue del 2004 sulle condizioni che deve possedere un cittadino comunitario per stabilirsi nel territorio di uno dei Paesi membri. «Dopo tre mesi di libera circolazione - ha detto Maroni - si potrà restare in Italia solo ad alcune condizioni: che si disponga di un reddito proveniente da attività lecite, che si venga iscritti al sistema di sicurezza sociale». I controlli sono a carico del sindaco che, prima di concedere l'iscrizione anagrafica, «deve verificare che l'abitazione di residenza dichiarata sia, sotto il profilo delle condizioni igienico-sanitarie, abitabile». Agenzia per i beni confiscati alla criminalità La proposta di affidare ai prefetti la competenza sull'assegnazione dei beni confiscati è stata presentata dall'opposizione durante il dibattito sul Pacchetto sicurezza. Il ministro dell’Interno è intenzionato a recepirla e, ha detto, «andare oltre: costituire un'agenzia per i beni confiscati alla criminalità organizzata». «Ho chiesto però – ha spiegato – che l'emendamento venga ripresentato al disegno di legge» che ha iniziato oggi l'esame nella commissione Affari costituzionali del Senato. Sicurezza sul lavoro «Stiamo istituendo dei nuclei specialistici in materia di sicurezza sul lavoro - ha riferito Maroni - interverranno non solo quando l'incidente è avvenuto, ma anche dando indicazioni per evitare che accada». Le norme in Italia, ha spiegato il ministro, «ci sono, sono tra le più avanzate d'Europa, spesso sono solo disapplicate per superficialità». Il bilancio della Capitale Il sindaco di Roma «non ha iniziato la procedura di dissesto, ma è in condizioni di pre-dissesto economico-finanziario». Maroni ha ricordato che la procedura ha già interessato in passato il comune e la provincia di Napoli e altri 400 comuni. «Dovremo mettere mano anche alla normativa di controllo sui Comuni, non solo sulle infiltrazioni mafiose», ha detto il ministro, ma anche per quanto riguarda l’amministrazione delle risorse, per evitare la creazione di debiti astronomici che poi non si riescono a pagare. Polizia municipale Il ministro Maroni ha riferito che sta lavorando a un disegno di legge per la revisione delle funzioni dei corpi di polizia municipale sulla base di una proposta degli enti locali. Il ddl, ha spiegato Maroni, è stato già formulato nella passata legislatura. «Intendo riprendere il confronto e ripresentarlo in Parlamento», ha detto. Riforma degli enti locali «Sono pronto a presentarla a settembre, dopo una fase di confronto che farò a luglio», ha dichiarato Maroni. Il provvedimento dovrà prevedere l'eliminazione delle province nelle città metropolitane e dovrà valutare le altre, quale «ente intermedio necessario a tutela dei piccoli e piccolissimi comuni». «Sul ruolo di enti quali Consorzi, Ato, Comunità montane - ha detto Maroni - ho ottenuto uno stralcio dalla Finanziaria, perché penso che il Parlamento si debba occupare in modo organico della materia». Il sottosegretario all’Interno Davico partecipa al convegno Anusca a Bosa (OR) Semplificazione amministrativa e riordino dell'amministrazione centrale dello Stato, le priorità indicate Si è svolto oggi a Bosa, in provincia di Oristano, un convegno dell’Associazione nazionale ufficiali di stato civile e d'anagrafe (Anusca) con la partecipazione del sottosegretario all’Interno Michelino Davico. Nel corso dell’intervento il senatore Davico ha ribadito il suo impegno per il conseguimento della semplificazione delle procedure amministrative, attraverso il riordino dell’amministrazione centrale dello Stato e l’abbreviazione dei passaggi della burocrazia, riducendo la distanza fra centro e periferia. Occorre potenziare, ha spiegato il sottosegretario, il trasferimento di compiti dalle strutture periferiche dello Stato alle autonomie territoriali, garantendo maggiore forza al livello territoriale. Il sottosegretario, inoltre, si è soffermato sui temi legati alla gestione dei dati informativi dei cittadini extracomunitari e sulla necessità, da parte dei Comuni, di velocizzare i tempi per il rilascio della carta d’identità elettronica. Occorre, ha concluso Davico, investire ancora nella tecnologia e migliorare le procedure operative. Al termine dell’incontro, il sottosegretario ha affrontato, insieme ai sindaci di molti comuni e ai dirigenti regionali dell’Anci, i temi legati al federalismo fiscale e alla semplificazione amministrativa.

 Ministero per le politiche agricole alimentari e forestali: Luca Zaia

 Zaia: sosteniamo insieme la produzione agricola “Dobbiamo riportare al centro la produzione agricola. L’Europa ha fallito la programmazione. Ha quasi sempre ragionato sulle eccedenze e oggi invece ci troviamo nella penuria di prodotti agricoli. Mancano due milioni di tonnellate di latte, cinque mila tonnellate di carne, mancano cerali e i prezzi alimentari sono sempre più alti. Forse, dobbiamo incominciare una ‘rinazionalizzazione’ delle risorse da dare ai cittadini, ai produttori e ai consumatori””. Il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali Luca Zaia è intervenuto oggi all'assemblea annuale di Confagricoltura. “Abbiamo davanti a noi un periodo complesso – ha spiegato - dobbiamo affrontare la trattativa con l’Europa sapendo che se non arrivano risposte reali a problemi reali i patti saltano e le nazioni allora potrebbero dover reintervenire”. “Stiamo riposizionando lo Stato membro Italia nella negoziazione europea e non è facile – ha detto il Ministro -. Sulla pesca abbiamo dato un segnale forte: da Venezia Sette Stati membri hanno detto alla Commissione che siamo in grado di organizzare una minoranza di blocco”. La burocrazia è nemica dell’agricoltura: “Sburocratizzare è uno dei grandi obiettivi di questo governo – ha sottolineato Zaia - e sarà al primo punto dell’ health check. Oggi è necessario ricominciare a parlare di razionalizzazione davanti a coloro che pensano che le burocrazie europee possono diventare ‘Il padrone del vapore”. Poi ha aggiunto: “Non condivido la proposta della Commissione sulla modulazione. Noi siamo per il mercato, siamo contro il passaggio al secondo pilastro che, ancora una volta, porterebbe l’impresa agricola ad essere marginale rispetto all’agricoltura. Diciamo alla Commissione che sarà indispensabile arrivare in Europa alla codecisione tra Commissione e Consiglio”. Il Ministro è stato duro sul negoziato Wto: “Nasce come occasione per fare accordi multilaterali – ha spiegato - ma muove su un accordo unilaterale inaccettabile. L’Italia si sta rimettendo. Prova ne sia il fatto che abbiamo messo in atto una lotta per fare uscire molte produzioni agricole dalla lista dei prodotti tropicali, i pomodori, il riso, gli agrumi. Se questa è la partita - ha concluso - per quanto mi riguarda gli accordi WTO non si chiuderanno mai”. Inserimento dello storno nelle specie cacciabili, Zaia: “dall’UE aspettiamo risposta alle richieste italiane” “Il mio primo obiettivo è tutelare l’agricoltura. Per farlo ho intenzione di affrontare e superare tutti i problemi, anche i più piccoli, che da troppo tempo in Italia si trascinano senza soluzione.” Lo ha detto il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali Luca Zaia, annunciando di aver scritto oggi alla Commissione europea per avere una risposta in tempi brevi alla richiesta italiana di inserire lo storno fra le specie cacciabili. Questa specie continua infatti a procurare gravi danni alle produzioni agricole, soprattutto nelle aree in cui si realizzano colture di pregio, mentre il sistema del prelievo in deroga, così come è normato dalla legge 3.10.2002 n. 221, non ha risolto il problema: le quantità dei prelievi sono infatti calmierate per tener conto dei requisiti “della piccola quantità” richiesti dalla normativa comunitaria. Di qui la richiesta alla Commissione europea, reiterata oggi, di inserire la specie in questione nell’allegato II.2 della direttiva 79/409/CEE sulla conservazione degli uccelli selvatici. La richiesta è confortata dalla relazione dell’Istituto Nazionale della Fauna Selvatica (INFS), dalla quale si evince che lo stato di conservazione dello storno non è a rischio in Italia, così come negli altri Paesi comunitari della stessa area biogeografia – fra cui Francia, Spagna, Grecia e Portogallo - dove questa specie è già inclusa tra quelle cacciabili. “Allo stesso tempo – ha aggiunto il Ministro – abbiamo voluto rassicurare la Commissione europea che il provvedimento di inclusione della specie tra quelle cacciabili risponderà alle diverse istanze interessate alla vicenda: quella del settore venatorio, del comparto agricolo e del mondo ambientalista”. Il provvedimento sarà infatti accompagnato da alcune misure tese ad evitare un prelievo eccessivo della specie, come il divieto di caccia allo storno in Sicilia e Sardegna (per la facile confusione con lo Storno nero) e l’implementazione di un sistema di monitoraggio, affidato all’INFS, sulla popolazione e sul prelievo di detta specie. Pesca, Zaia: diamo noi le risposte che l’Europa non ha voluto offrire “Per la prima volta abbiamo dato un segnale di profondo cambiamento rispetto al passato perché abbiamo affrontato in modo veloce ed innovativo i problemi della pesca, restando al fianco dei pescatori, ascoltando le loro richieste e trovando infine le soluzioni più adatte per rilanciare un settore che sta attraversando una crisi drammatica: oggi siamo in grado di garantire le risposte che l’Europa non ha voluto dare, salvando la pesca italiana e il futuro di migliaia di posti di lavoro”. Lo ha detto il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali Luca Zaia, annunciando il via libera del Cdm al decreto contenente le misure urgenti necessarie per fronteggiare l’aumento delle materie prime e dei carburanti nel settore della pesca. In particolare è prevista l’attivazione immediata di un arresto temporaneo per le imprese di pesca con la concessione di un premio e di un’indennità giornaliera ai marittimi imbarcati. Il periodo di arresto temporaneo, giustificato da motivazioni di ordine sociale determinate dalla forte sofferenza economica generata dall’incremento del costo del gasolio, è limitato a 30 giorni. La norma viene attuata nei limiti della somma di 35 milioni di euro, coperti in larga parte (25 milioni) mediante l’utilizzo dei fondi previsti dal regolamento comunitario E’ inoltre prevista l’attivazione immediata della misura di arresto definitivo, attuata nell’ambito dei Piani di disarmo previsti dal FEP e inclusi nel programma Operativo. Tale misura è fortemente attesa dalle imprese di pesca, avendo implicazioni non solo di carattere biologico connesse con la riduzione dello sforzo di pesca, ma anche di carattere socio economico, in considerazione del fatto che il premio di ritiro ha una funzione di buonuscita per i proprietari delle imbarcazioni. “Questa misura - ha spiegato il Ministro - è destinata ad incentivare la demolizione del 18% dell’attuale flotta, che ha assoluto bisogno di una profonda ristrutturazione: la crisi aggravata dal caro gasolio, infatti, ha posto in maggiore evidenza quelli che sono i punti di debolezza strutturale della pesca italiana, caratterizzata da un forte sovradimensionamento della flotta, che è composta da 14.000 imbarcazioni aventi un’età media superiore ai 28 anni”. “E’ anche e soprattutto su questi elementi strutturali – aggiunge il Ministro - che dobbiamo intervenire se vogliamo garantire un solido futuro alle pesca italiana”. Un’ulteriore, importante novità riguarda poi gli ammortizzatori sociali, che per la prima volta interesseranno anche il settore pesca. Il decreto varato oggi introduce infatti anche per questo comparto la possibilità di avvalersi della Cassa Integrazione Guadagni Straordinaria, uno strumento di natura economico-sociale fortemente atteso da tutto il settore. Questa misura avrà evidenti riflessi positivi anche in materia di sicurezza e salvaguardia della vita umana in mare, dal momento che attualmente l’armatore ha interesse a svolgere l’attività di pesca pur in presenza di avverse condizioni meteo, visto l’obbligo di corrispondere in ogni caso ai marittimi imbarcati il minimo monetario garantito. Gli oneri derivanti da questa parte del decreto saranno garantiti dalla dotazione finanziaria già stanziata a tale scopo, come confermato anche dal Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche sociali, che ha ribadito la possibilità di far gravare tali risorse aggiuntive sulla competenza 2008 del Fondo per l’occupazione. In materia di agevolazioni fiscali, è stata presentata poi una richiesta al Ministero dell’Economia per attivare le procedure per una modifica della direttiva fiscale europea, in modo da poter attuare l’Iva agevolata anche nel settore della pesca marittima. Infine, è stata convocata per il 2 luglio prossimo la Commissione Consultiva Centrale della pesca per la messa a punto dei provvedimenti attuativi del decreto legge. “Anche l’immediata convocazione della Commissione – conclude Zaia – testimonia la nostra capacità di dare una risposta sollecita alle attese dell’intero comparto”. Emergenza pesca: decisioni in Cdm "Per la prima volta abbiamo dato un segnale di profondo cambiamento rispetto al passato perché abbiamo affrontato in modo veloce ed innovativo i problemi della pesca, restando al fianco dei pescatori, ascoltando le loro richieste e trovando infine le soluzioni più adatte per rilanciare un settore che sta attraversando una crisi drammatica: oggi siamo in grado di garantire le risposte che l'Europa non ha voluto dare, salvando la pesca italiana e il futuro di migliaia di posti di lavoro". Lo ha detto il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali Luca Zaia, annunciando il via libera del Cdm al decreto contenente le misure urgenti necessarie per fronteggiare l'aumento delle materie prime e dei carburanti nel settore della pesca. In particolare è prevista l'attivazione immediata di un arresto temporaneo per le imprese di pesca con la concessione di un premio e di un'indennità giornaliera ai marittimi imbarcati. Il periodo di arresto temporaneo, giustificato da motivazioni di ordine sociale determinate dalla forte sofferenza economica generata dall'incremento del costo del gasolio, è limitato a 30 giorni. La norma viene attuata nei limiti della somma di 35 milioni di euro, coperti in larga parte (25 milioni) mediante l'utilizzo dei fondi previsti dal regolamento comunitario E' inoltre prevista l'attivazione immediata della misura di arresto definitivo, attuata nell'ambito dei Piani di disarmo previsti dal FEP e inclusi nel programma Operativo. Tale misura è fortemente attesa dalle imprese di pesca, avendo implicazioni non solo di carattere biologico connesse con la riduzione dello sforzo di pesca, ma anche di carattere socio economico, in considerazione del fatto che il premio di ritiro ha una funzione di buonuscita per i proprietari delle imbarcazioni. "Questa misura - ha spiegato il Ministro - è destinata ad incentivare la demolizione del 18% dell'attuale flotta, che ha assoluto bisogno di una profonda ristrutturazione: la crisi aggravata dal caro gasolio, infatti, ha posto in maggiore evidenza quelli che sono i punti di debolezza strutturale della pesca italiana, caratterizzata da un forte sovradimensionamento della flotta, che è composta da 14.000 imbarcazioni aventi un'età media superiore ai 28 anni". "E' anche e soprattutto su questi elementi strutturali – aggiunge il Ministro - che dobbiamo intervenire se vogliamo garantire un solido futuro alle pesca italiana". Un'ulteriore, importante novità riguarda poi gli ammortizzatori sociali, che per la prima volta interesseranno anche il settore pesca. Il decreto varato oggi introduce infatti anche per questo comparto la possibilità di avvalersi della Cassa Integrazione Guadagni Straordinaria, uno strumento di natura economico-sociale fortemente atteso da tutto il settore. Questa misura avrà evidenti riflessi positivi anche in materia di sicurezza e salvaguardia della vita umana in mare, dal momento che attualmente l'armatore ha interesse a svolgere l'attività di pesca pur in presenza di avverse condizioni meteo, visto l'obbligo di corrispondere in ogni caso ai marittimi imbarcati il minimo monetario garantito. Gli oneri derivanti da questa parte del decreto saranno garantiti dalla dotazione finanziaria già stanziata a tale scopo, come confermato anche dal Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche sociali, che ha ribadito la possibilità di far gravare tali risorse aggiuntive sulla competenza 2008 del Fondo per l'occupazione. In materia di agevolazioni fiscali, è stata presentata poi una richiesta al Ministero dell'Economia per attivare le procedure per una modifica della direttiva fiscale europea, in modo da poter attuare l'Iva agevolata anche nel settore della pesca marittima. Infine, è stata convocata per il 2 luglio prossimo la Commissione Consultiva Centrale della pesca per la messa a punto dei provvedimenti attuativi del decreto legge. "Anche l'immediata convocazione della Commissione – conclude Zaia – testimonia la nostra capacità di dare una risposta sollecita alle attese dell'intero comparto".

 Consglio dei Ministri del 27 Giugno 2008

 La Presidenza del Consiglio dei Ministri comunica: il Consiglio dei Ministri si è riunito oggi, alle ore 9,20 a Palazzo Chigi, sotto la presidenza del Presidente, Silvio Berlusconi. Segretario, il Sottosegretario di Stato alla Presidenza, Gianni Letta. Il Consiglio dei Ministri ha approvato, su proposta del Ministro dell’economia e delle finanze, Giulio Tremonti, i disegni di legge relativi al Rendiconto generale dell’Amministrazione dello Stato per il 2007 ed all’assestamento del bilancio di previsione dello Stato per l’anno 2008. Il primo disegno di legge (Rendiconto 2007) prende atto dei risultati conseguiti nel decorso esercizio, nell’evoluzione dei conti pubblici. Il rendiconto generale dello Stato nelle sue componenti del conto finanziario e del conto del patrimonio è stato assoggettato a parificazione dalla Corte dei conti il 26 giugno 2008. Il saldo netto da finanziare in termini di competenza, al netto delle regolazioni contabili e debitorie, risulta positivo per 12.406 milioni di euro, derivante da entrate finali accertate per 478.559 milioni di euro e da spese finali impegnate per 466.153 milioni di euro. Il secondo disegno di legge riguarda l’assestamento del bilancio di previsione per il 2008, che riporta l’impostazione per missioni e programmi approvata con legge n. 245 del 2007 (legge di bilancio). L’assestamento 2008, inoltre, riflette la ristrutturazione del Governo, in sintonia con le disposizioni della legge finanziaria 2008 e del decreto-legge 16 maggio 2008, n.85, risultando, pertanto, strutturato in dodici stati di previsione della spesa. Il provvedimento recepisce l’adeguamento delle entrate finali ai più recenti andamenti dei gettiti dei singoli tributi e del quadro macro-economico aggiornato, considerato nel Documento di programmazione economico-finanziaria 2009-2013, recentemente approvato dal Governo (meno 2,9 miliardi al netto delle regolazioni contabili). Dal loro canto, le spese evidenziano un adeguamento degli stanziamenti per 18 miliardi di euro, al netto delle regolazioni contabili e debitorie, dovuto essenzialmente a un incremento degli interessi per 5 miliardi di euro, a indifferibili occorrenze gestionali già scontate nel citato quadro tendenziale, nonché, in gran parte, ad esigenze connesse alla sistemazione contabile di alcune poste di bilancio non aventi incidenza sull’indebitamento netto e sul fabbisogno della P.A.. Il Consiglio ha poi approvato i seguenti provvedimenti: su proposta del Ministro della giustizia, Angelino Alfano: - un disegno di legge che sospende i processi penali nei confronti delle alte cariche dello Stato (specificatamente il Presidente della Repubblica, i Presidenti del Senato e della Camera dei deputati, il Presidente del Consiglio dei Ministri); con l’obiettivo di tutelare l’esigenza assoluta della continuità e regolarità dell’esercizio delle più alte funzioni pubbliche, il provvedimento rispetta il pieno bilanciamento delle garanzie costituzionali in materia penale, in coerenza con quanto delineato nella sentenza n. 24 del 2004 della Corte Costituzionale. Per conseguire il sereno svolgimento delle funzioni che fanno capo alle più alte cariche dello Stato, la sospensione opera anche per i fatti commessi anteriormente alla durata dell’incarico, è rinunciabile e non reiterabile, riguarda solo i processi e non anche le indagini preliminari, si applica ai reati extrafunzionali, non pregiudica gli effetti civili. Inoltre, in caso di sospensione del processo, il provvedimento prevede che sia sospeso anche il corso della prescrizione dei reati in esso contestati e che il giudice, qualora ne ricorrano i presupposti, possa acquisire le prove urgenti e non rinviabili; su proposta del Presidente del Consiglio, Berlusconi: - un decreto-legge che dispone la proroga di alcuni termini previsti da disposizioni legislative al fine di consentire la definitiva attuazione degli adempimenti connessi. Queste alcune delle proroghe: fino al 31 dicembre 2008 i termini per: - lo svolgimento delle attività di consulenza in materia di investimenti da parte di consulenti finanziari non iscritti all’albo tenuto da un organismo apposito; - il reclutamento di magistrati e procuratori dello Stato; - il divieto di ricorrere agli arbitrati; - il completamento della procedura per il riconoscimento del diritto agli incentivi per i termovalorizzatori autorizzati e non ancora in esercizio; - la scadenza dei contratti per la gestione degli impianti di accumulo e la distribuzione dell’acqua; - la revisione dei consorzi di bonifica e di miglioramento fondiario da parte delle Regioni; - il riordino delle partecipazioni societarie dell’Agenzia nazionale per l’attrazione degli investimenti e lo sviluppo di impresa s.p.a. - l’assunzione straordinaria di ricercatori. Sono inoltre prorogati: - al 30 settembre 2008 la riorganizzazione delle comunità montane da parte delle regioni; - al 30 giugno 2009 il termine per completare l’adeguamento alla normativa di prevenzione dagli incendi da parte di strutture ricettive turistico-alberghiere con oltre 25 posti letto; - al 28 febbraio 2009 l’emanazione del decreto che disciplinerà la rete nazionale di banche per la conservazione dei cordoni ombelicali; - al 31 dicembre 2009 e al 30 novembre 2008 i termini per il reclutamento del personale docente di prima e di seconda fascia nelle Università; - al 30 giugno 2009 l’istituzione degli uffici periferici dello Stato nelle nuove province; su proposta del Ministro per le politiche europee, Andrea Ronchi: - uno schema di disegno di legge per l’adempimento degli obblighi che derivano dall’appartenenza dell’Italia all’Unione europea (legge comunitaria per il 2008), che come ogni anno elenca le direttive a cui dare recepimento e fissa i criteri generali della delega legislativa da parte dei Ministri competenti per materia, compresa la consueta clausola di cedevolezza tesa a garantire il rapporto fra l’obbligo ad adempiere e la competenza delle Regioni nelle materie concorrenti; il disegno di legge contiene altresì una delega al Governo ad accorpare in codici di settore e testi unici le norme emanate in adempimento di obblighi comunitari. Il disegno di legge verrà trasmesso alla Conferenza Stato-Regioni per il parere; - uno schema di decreto legislativo che modifica ed integra il Codice dei contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture proseguendone la graduale revisione, consentita da apposita delega del Parlamento, in un’ottica generale che tiene conto delle basilari esigenze di apertura al mercato e promozione effettiva di condizioni sostanziali di leale e corretta concorrenza fra operatori economici; sul provvedimento verranno acquisiti i pareri prescritti (co-proponente il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti); su proposta del Ministro degli affari esteri, Franco Frattini: - un disegno di legge per la ratifica e l’esecuzione della Convenzione fra l’Italia e l’Islanda per evitare le doppie imposizioni in materia di imposte sul reddito e sul patrimonio e prevenire le evasioni fiscali, già presentato in Parlamento nella scorsa legislatura e non approvato a causa dello scioglimento anticipato delle Camere; su proposta del Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca, Mariastella Gelmini: - un regolamento che, sulla base di quanto richiesto dalla legge finanziaria dello scorso anno, razionalizza le procedure concorsuali per l’accesso alla qualifica di dirigente scolastico superando taluni aspetti critici presenti nella disciplina attualmente in vigore. su proposta del Ministro delle politiche agricole e forestali, Luca Zaia: - un decreto-legge per il rilancio del settore della pesca, teso a limitare gli effetti negativi dell’aumento del prezzo dei carburanti, ad assicurare la continuità economica delle imprese del settore, a garantire la stabilità dell’occupazione per i marittimi imbarcati, fin’ora privi di un sistema di ammortizzatori sociali, a favorire la tutela delle risorse biologiche del mare. Il decreto prevede anche misure di razionalizzazione che si concretizzano in una riduzione dei costi gestionali di svariati Enti che operano nel settore agricolo. Al fine di completare le operazioni di protezione civile già in atto, il Consiglio ha poi deciso di prorogare due stati d’emergenza già dichiarati nelle province di Bari e di Brindisi per eventi alluvionali, nonché nella regione Umbria per problemi di approvvigionamento idrico. La delega al Governo per il recepimento della direttiva 2006/43 in materia di revisioni legali dei conti annuali e dei conti consolidati è stata inserita nel disegno di legge comunitaria per il 2008. Il Consiglio ha altresì deliberato: su proposta del Presidente del Consiglio: - nomina della dottoressa Emma MARCEGAGLIA a componente del CNEL quale rappresentante della categoria “rappresentanti di impresa”- settore industria; - avvio della procedura per la nomina del dottore Matteo MARZOTTO a Presidente dell’ENIT- Agenzia nazionale del turismo; su proposta del Ministro della difesa, Ignazio La Russa: - conferimento dell’incarico di Vicesegretario generale della Difesa all’ammiraglio di Squadra Andrea CAMPREGHER; - promozione a generale di Corpo d’armata del generale di divisione Maurizio RUGGERI. Infine il Consiglio ha esaminato alcune leggi regionali, ai sensi dell’articolo 127 della Costituzione.

 I nostri obiettivi sono Federalismo e Sicurezza. Ogni ostacolo va eliminato

 Federalismo e sicurezza sono gli obiettivi principali della Lega, qualsiasi cosa si frapponga alla loro realizzazione è da considerare un ostacolo da rimuovere. Questo il pensiero del segretario federale della Lega Nord, Umberto Bossi, che attraverso due interviste (su La Stampa e Repubblica), rilancia la necessità di dialogo sui grandi temi di interesse del Paese e ridimensiona la portata del sì leghista ai rifiuti napoletani al Nord: "E' una cosa gonfiata dai giornali, visto che sono le Regioni ad avere voce in capitolo. Inoltre, la questione è già in via di risoluzione. Sarà poi interessante vedere il comportamento delle Regioni rosse". Bossi ritiene che il richiamo ad un "clima più sereno" lanciato l'altro giorno dal Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, sia giusto, perché "questo clima avvelenato non serve a nessuno, nemmeno a Veltroni. Voglio parlare con Veltroni per fargli capire che dialogare serve anche a loro. Perchè tutti gli italiani, anche gli elettori del Pd, staranno meglio con il federalismo fiscale". Quanto al premier Silvio Berlusconi, il leader del carroccio assicura: "con Silvio parlerò eccome. Gli dirò di darsi una calmata. Sono il ministro per le Riforme. E per le riforme sono disposto a tutto. Anche a fare il paciere. Non sono più tranquillo, se voglio ho dieci milioni di persone con me che posso muovere... Ma sulla magistratura cerco di fermare Berlusconi. Anche se capisco che fa così, perchè i giudici lo stanno legnando inutilmente. Ma è anche vero che adesso, nelle condizioni in cui si trova il Paese, bisogna essere più calmi, ragionare a freddo per il bene dei cittadini. Farsi la guerra in questo momento non conviene proprio, nè da una parte nè dall’altra. E’ una fase importante, anzi decisiva per imboccare il percorso verso le riforme, in particolare quella federale. Il Paese ha bisogno di cambiamenti, deve essere ammodernato. Litigi e veleni non portano da nessuna parte. Noi - prosegue Bossi - siamo andati al governo facendo un patto coi nostri elettori: gli abbiamo promesso il federalismo e la sicurezza. E questo vogliamo portare a casa. In fretta. Tutto quello che può in qualche modo allontanare da questi obiettivi, per la Lega è un ostacolo da rimuovere o da risolvere". Infine, le questioni legate all’emergenza rifiuti a Napoli: "Berlusconi è venuto da me e mi ha detto: "Umberto, mettiti una mano sulla coscienza che a Napoli ci sono i bambini che giocano in mezzo ai topi... . Noi non siamo mai stati sordi, ma prima dovevano fare delle cose. Io non potevo far passare il principio che il Nord avrebbe risolto come al solito i problemi del Sud. Berlusconi poi ha fatto i miracoli. Stava a Napoli due giorni alla settimana. Lo vedevo che partiva dopo il consiglio dei Ministri. Adesso il problema è quasi risolto. Ha fatto riaprire i termovalorizzatori che quei pazzi di magistrati avevano chiuso. Io - conclude il ministro per le Riforme - ho detto che la decisione se accogliere i rifiuti sarebbe stata presa dalle Regioni. Voglio vedere cosa faranno le Regioni della sinistra. La sinistra sa che se risolviamo il problema dei rifiuti loro non prendono più un voto. Adesso ne è rimasta una piccola quantità qualche carrettata... Al Nord cosa gliene frega di un sacco di rifiuti e basta". Lo Stop al censimaneto dei Rom non viene dal Commissario Ue "Le dichiarazioni divulgate, attraverso un'agenzia, da alcuni organi di informazioni italiani non provengono affatto dal Commissario competente per materia, ma semplicemente dal portavoce del Commissario Orban, incaricato per il multilinguismo, l'italiano Petrucci. A cio' si aggiunge il fatto che, in tutta evidenza, chi fa circolare preventivamente queste critiche non ha la piu' pallida idea ne' dell'esatto contenuto del provvedimento predisposto dal ministro Maroni, ne' tanto meno della prassi in uso da tempo, da parte della stessa magistratura per i minori per l'identificazione dei minori stranieri, anche attraverso esami antropometrici". Lo afferma il capo-delegazione della Lega Nord al Parlamento europeo, Mario Borghezio. "Siamo di fronte -aggiunge- ad una tempesta in un bicchier d'acqua: un'evidente montatura politica innescata da esternatori che, come ben denunciato di recente dal presidente Berlusconi, non contribuiscono certo a dare dell'operato della Commissione europea un'immagine di serieta' e affidabilita". Addizionale Irpef alle Regioni, sì all'emendamento leghista ''E' stato accolto dal governo l'ordine del giorno in cui si impegna lo stesso Esecutivo a valutare l'opportunita' di riversare alle regioni ed ai comuni la quota di addizionale Irpef che le stesse hanno perso con l'introduzione dell' imposta sostitutiva sugli straordinari''. E' quanto dichiara, in una nota, il deputato della Lega Nord Matteo Brigantini, autore dell'ordine del giorno. ''E' un ottimo risultato - sottolinea Bragantini - in quanto si ribadisce il concetto che quando lo Stato elimina una imposta locale deve risarcire in qualche modo gli enti che hanno subito questo minor gettito. D'altronde - spiega il deputato della Lega - nel Decreto legge si era gia' provveduto ad attuare la copertura finanziaria per il mancato gettito della quota riguardante l'addizionale comunale e regionale dell'Irpef che era di 78,5 milioni di euro per le regioni e di 23,5 mln di euro per i comuni nell' anno 2008''. Con il Federalismo fiscale, lo Stato risparmia 26 miliardi di euro Un risparmio di 26 miliardi di euro, a regime, per lo Stato e di 2.500 euro all'anno per ogni cittadino. Sono gli effetti dell'introduzione del federalismo fiscale, secondo i calcoli fatti dal senatore leghista, Massimo Garavaglia intervistato dal quotidiano online Affaritaliani.it. "C'e' indubbiamente un risparmio notevole, a regime, per le finanze dello Stato, che si puo' quantificare in due modi - spiega l'esponente del Carroccio -. Da un lato facendo riferimento allo studio dell'Unioncamere del Veneto sui costi del non federalismo, che stima in 26 miliardi di euro l'anno il costo per il fatto che in l'Italia il personale pubblico e' distribuito malamente. Noi abbiamo il 53 per cento del personale nei ministeri centrali contro l'11 per cento della Germania. Riportando anche in Italia la percentuale tedesca, avremmo un risparmio di 26 miliardi di euro l'anno per le casse dello Stato, solo distribuendo e utilizzando meglio il personale pubblico. Ovviamente a regime. Un'altra componente, che pero' non e' stimabile a priori, deriva dal risparmio per responsabilizzazione della spesa e quindi la riduzione degli sprechi, sicuro ma non quantificabile". Garavaglia parla poi di una "terza componente che riguarda la voce delle entrate. I benefici ci sono e sono ovvi, perche' ci sarebbe un controllo sull'evasione fiscale molto piu' elevato. La stima puo' essere fatta partendo dalla ripartizione dell'evasione fiscale dell'Irap prendendo la tabella del dossier delle Agenzie delle entrate sull'anno 2007. È evidente che portando l'Iva con una percentuale importante a livello regionale, pari all'85 per cento nel modello lombardo, c'e' un elevato incentivo a stanare chi non paga le tasse. In Lombardia l'evasione dell'Irap e' pari al 13 per cento e in Campania e' al 60 per cento. Se anche la regione Campania si terra' l'80 per cento dell'Iva avra' tutto l'interesse a scovare gli evasori e quindi la conseguenza sara' una riduzione del nero. Ci sono tante regioni che hanno percentuali superiori a quella della Lombardia, per esempio in Veneto l'evasione dell'Irap e' al 22 per cento, trasferire alle regioni una percentuale elevate di tasse (Iva) comporta una riduzione dell'evasione e quindi aumenta le entrate e da' la possibilita' alla singola regione di diminuire la pressione fiscale sui cittadini" "Se l'Irap - spiega Garavaglia - venisse pagata sulla base della media nazionale, e non considerando il livello della Lombardia (molto difficile oggettivamente), le regioni incasserebbero 6 miliardi di euro in piu' solo dall'Irap. Che diventerebbero da 10 a 12 miliardi con le cifre della Lombardia. Considerando che e' con l'Irap che si paga la sanita', non ci sarebbero piu' buchi. E l'esempio che dimostra il buon funzionamento di questo sistema e' quanto accaduto alla regione Lazio, che l'anno scorso per la prima volta ha di fatto ridotto l'incremento della spesa sanitaria, proprio perche' ha dovuto coprire con una maggiore tassazione. È il sistema migliore per frenare la crescita della spesa pubblica". E i risparmi per i cittadini? "In Lombardia, per esempio, con 15 miliardi di euro in piu' la regione non destinerebbe tutta questa cifra per opere, infrastrutture e servizi e la parte rimanente verrebbe utilizzata per la riduzione della tassazione e per maggiori contributi alle famiglie in difficolta'. È stimabile almeno un terzo da destinare a un taglio della pressione fiscale e all'aiuto ai ceti piu' deboli. Si tratta quindi di cinque miliardi di euro per dieci milioni di abitanti, ovvero 2.500 euro circa all'anno di risparmio per ogni cittadino". Coesis Research: il Paese ha fiducia nel Governo. Molto bene la Lega Nord Il lavoro nel Governo va nella giusta direzione. Lo afferma l'Ad di Coesis Research, Alessandro Amadori, secondo il quale la fiducia degli italiani verso l'Esecutivo è molto alta, tra il 50 e il 60 per cento. Su questo dato, influisce molto la presenza della Lega Nord e in particolare del suo leader, Umberto Bossi. Secondo Amadori, il Carroccio "Si sta muovendo con grandissimo senso politico, Bossi sta diventando l'elemento di mediazione. Sta andando molto bene, anche perché i problemi che hanno portato all'affermazione del Carroccio sono rimasti tutti sul banco quindi il movimento continua a vivere una fase molto tonica, anche grazie all'atteggiamento pragmatico e molto politico di Bossi, che evita di sciupare il capitale di fiducia con uscite avventate. Non commette errori e quindi non perde consensi".